This week Giulio writes about a group of people who is very close to his heart…

Hi guys! What’s up?

This week I’m writing to you from the city where I was born: Palermo (Sicily).

I came here, at my parent’s, because last Saturday Palermo hosted its second Gay Pride and I couldn’t miss it as fellow citizen and Mr. Gay Europe. Believe me: I’m really proud of my city! There were 20.000 people and the most of them were heterosexual families with their sons!

The day before the parade, May 20, I took part in a meeting around LGBTQI situation in Italy, in the office of the Pride organization. There were representative from the most important associations: gay, lesbian, rainbow families, Christians and politicians. They talked a lot about how much things have changed during the last 30 years and what we can do to improve our situation.

In the end, they decided to separate the associations from politics and politicians because they often use us and our issues for their own purposes. They both, Left and Right Governments haven’t a real interest in LGBTQI society and that’s the reason why the associations don’t trust anyone of them!

We can do more, really more, alone. Just working together and looking for the contact with people: young people first.

They also wanted to create a link between them, something like a net, to support every single case (gay, lesbian, trans etc.) in a stronger way. The history teaches us that “the numbers make the difference”, especially in the struggles for race’s freedom, sexual orientation and civil sense.

Some of them thinks that Italy is near the end of the LGBTQI right’s battle because people and politicians speak everyday about us and this has never happened before. In a sense, I agree because, as I always say, «The night is darkest just before the dawn» [The Dark Knight – C. Nolan, 2008].

The day after, at 5:00 pm, I and Vladimir Luxuria, Pride’s godmother, started the big parade across the city. There were a lot of journalists and I made some interviews (You can find some links in the Press Room of this website).

The parade finished at 8:00 pm near the Politeama Theater, one of the most important places in Palermo. Some minutes later, a music concert introduced the speeches on the stage. At 10:00 pm it was my turn.

I talked to my fellow citizens about a movie that reminds me the Sicilian history and its struggle for the woman’s emancipation. The name of this movie is “Sedotta e abbandonata” [Pietro Germi, 1964] and in the final there is a sentence written on the tombstone of an oldfashioned man: “ONORE e FAMIGLIA” (honor and family). I converted that sentence in “ORGOGLIO e FAMILIA” (pride and family) introducing my own family on the stage. People get crazy when I introduced them to my grandmother!

I really thank my family because they gave me the opportunity to send a big message to all of Italy. A message of hope for young people, a message of courage for every father and mother of gay sons and daughters, and, above all, a message to the parliamentary secretary of Italian family: Carlo Giovanardi. The same man who said that we are unconstitutional and that we will never be a real family.

I finished my speech saying: «Mr Giovanardi, THIS is the Italian family!»

HUGS from Sicily,
Giulio

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ITALIANO:
Ciao ragazzi! Come va?
Questa settimana vi scrivo dalla mia città natale: Palermo (Sicilia).
Sono venuto qui, dai miei, perché sabato scorso Palermo ha ospitato il suo secondo Gay Pride e non potevo mancare come concittadino e come Mr Gay Europa. Credetemi: sono veramente orgoglioso della mia città! C’erano 20.000 persone e la maggior parte di loro erano famiglie eterosessuali con i loro figli!
Il giorno prima della sfilata, il 20 maggio, ho partecipato a un incontro sulla situazione LGBTQI in Italia, nella sede dell’organizzazione del Pride. C’erano rappresentanze delle associazioni più importanti: gay, lesbo, famiglie arcobaleno, cristiani e politici. Hanno parlato a lungo di quanto le cose sono cambiate nel corso degli ultimi 30 anni e che cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione.
Alla fine, hanno deciso di separare le associazioni dalla politica e dai politici, perché spesso utilizzano noi ed i nostri problemi per i propri scopi. Entrambi i Governi, di Sinistra e di Destra, non hanno un reale interesse nella società LGBTQI e per questa ragione le associazioni non devono fidarsi più di loro!
Possiamo fare di più, davvero più, da soli. Lavorando insieme e cercando il contatto con la gente: i giovani per primi.
Hanno inoltre proposto di creare una connessione tra di loro, qualcosa di simile a una rete, per sostenere ogni singolo caso (discriminazioni gay, lesbo, trans, etc …) in modo più incisivo. Perché la storia ci insegna che “i numeri fanno la differenza”, in particolare nelle lotte per la libertà di razza, orientamento sessuale e senso civile.
Qualcuno di loro pensa che l’Italia è vicina alla fine della battaglia per i diritti LGBTQI perché la gente ed i politici parlano ogni giorno di noi e non era mai successo così spesso come adesso in passato. In un certo senso, io sono d’accordo perché, come dico sempre, «La notte è più scura appena prima dell’alba» [The Dark Knight – C. Nolan, 2008].
Il giorno dopo, alle 17:00, io e Vladimir Luxuria, madrina del Pride, abbiamo dato inizio alla grande sfilata per la città.
C’erano un sacco di giornalista e ho fatto qualche intervista (potete trovare alcuni link nella Press Room di questo sito).
Il corteo è finito alle 20:00 presso il teatro Politeama, uno dei più importanti di Palermo. Alcuni minuti dopo, un concerto di musica ha introdotto il momento degli interventi sul palco. Alle 22:00 è stato il mio turno.
Ho parlato con i miei concittadini di un film che mi ricorda la storia della Sicilia e della sua lotta per l’emancipazione della donna. Il nome di questo film è “Sedotta e abbandonata” [Pietro Germi, 1964] e nel finale c’è una frase scritta sulla lapide di un uomo all’antica: “ONORE e FAMIGLIA”. Ho convertito la frase in “ORGOGLIO e FAMILIA” introducendo la mia famiglia sul palco. La gente è letteralmente impazzita quando ho presentato loro mia nonna!
Ringrazio davvero tanto la mia famiglia perché mi hanno dato l’opportunità di inviare un grande messaggio per tutta l’Italia. Un messaggio di speranza per i giovani, un messaggio di coraggio per ogni padre e madre di persone gay e, soprattutto, un messaggio al sottosegretario alla famiglia italiana: Carlo Giovanardi. Lo stesso uomo che ha detto che siamo anti-costituzionali e che non saremo mai una vera famiglia.
Ho finito il mio discorso dicendo: «Signor Giovanardi, QUESTA è la famiglia italiana!»
Abbracci dalla Sicilia,
Giulio

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